Biblioteca Nazionale di Napoli – Sala rari

Una delle migliori istituzioni che sia stata mai creata è certamente la Biblioteca Nazionale di Napoli, al tempo Real Biblioteca, aperta al pubblico nel 1804 in alcune sale del Museo Archeologico. Custode del sapere umanistico e scientifico, la Biblioteca conservava opere raffinate provenienti dalla collezione libraria farnesiana e preziose testimonianze manoscritte e a stampa provenienti dalle biblioteche conventuali o da importanti collezioni private. Divenuta Nazionale dopo l’unità d’Italia, tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento accrebbe il suo patrimonio librario, dai papiri ercolanesi agli autografi di Giacomo Leopardi. Per iniziativa di Benedetto Croce, fu trasferita a metà degli anni Venti nell’ala orientale del Palazzo Reale.
Chi oggi si reca in visita alla Biblioteca compie un affascinante viaggio nel tempo: saloni e sale dalle volte e dalle pareti affrescate o decorate con stucchi dorati, lunghi corridoi e piccoli ambienti, un tempo abitati dai Borbone e dai Savoia e dalle loro corti, ospitano scaffali lignei ricchi di volumi e sale di studio. Con un pizzico di fantasia il salone di lettura ritorna ad essere il grande salone da ballo. Le austere sale della Sezione Manoscritti introducono all’oratorio privato di Ferdinando II. La piccola sala gotica, le sale pompeiane, la sala Palatina, un tempo gabinetto scientifico del re, introducono alle sale del Fondo Aosta. La Sezione Lucchesi Palli, regno della musica e delle arti dello spettacolo, schiude i suoi segreti, restituendo il fascino della grande tradizione teatrale napoletana.


Le date dei concerti

 

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